Letteratura

Delle rose poeti e narratori hanno detto e scritto molto. E anche dei gigli o di altre piante dal valore simbolico, di alberi, di frutti. Dedichiamo queste pagine allora alle piante spontanee, a quelle meno nobili, che siano state o meno importanti per l’uomo, per nutrirsi, curarsi, giocare, ….

Letteratura per piccole cose, talvolta degne di attenzione solo per poeti e narratori “minori”. Ma non sempre e non solo. Composizioni a volte in dialetto, più adatto, forse, a esprimere i sentimenti e le usanze locali . Crediamo di alleviare in questo modo il contenuto forse troppo compassato di certe pagine di questo sito, magari appesantite dai molti termini specifici (necessari) e da certi discorsi molto seri.

Giuseppe Gioacchino Belli – Lettera 22
Giosuè Carducci – Pianto antico
Giulio Cesare Croce – Frottola d’Alcuni Innamorati, che vanno vendendo Salata
Giulio Cesare Croce – Maridazzo di molte sorti d’herbe
Gabriele D’Annunzio – Ai lauri
Gabriele D’Annunzio – La pioggia nel pineto
Gabriele D’Annunzio – La sera fiesolana
Guido Gozzano – La signorina Felicita
Intorno ai cavolicelli
Mario Lodi – Usignol
Luigi Medici – L’erborari
Luigi Medici – Lunaria
Alessandro Manzoni – La fanciulla scarna
Alessandro Manzoni – La vigna di Renzo
Cesare Pascarella – Le piantine de cicoria
Giovanni Pascoli – Al corbezzolo
Giovanni Pascoli – Bellis perennis
Giovanni Pascoli – Breus
Giovanni Pascoli – Novembre
Giovanni Pascoli – Valentino
Saffo – I giardini di Afrodite
Torquato Tasso – Il mondo creato
Elio Vittorini – Conversazioni in Sicilia