Per cominciare …

Anche se relativamente giovane (sul Web da gennaio 2009), con qualche pagina ancora in costruzione, con una struttura “enciclopedica” e una veste volutamente sobria, questo sito vuole essere una finestra aperta sull’interessante e variegato mondo delle piante spontanee alimentari e di chi, come e cosa, a vario titolo, ha a che fare con il loro uso culinario in Italia.

L’ambito dell’uso alimentare delle piante spontanee si suole ancora, e per certi versi a ragione, definire “di nicchia”, ma esso interseca oggi tali e tanti altri ambiti dell’attività umana da non poter essere ricondotto ad aspetto residuale. È insieme reliquia del passato, retaggio della società contadina, riscoperta della natura, recupero della tradizione, scoperta identitaria, innovazione, mercato, formazione, ecc.. Meriterebbe quindi più attenzione da parte di chi si occupa di antropologia o di sociologia della cultura con lo sguardo attento all’alimentazione e all’ormai infinito spazio di ciò che è alimentare.

Nonostante le deformazioni di quelli che sono i più consunti approcci tradizionali, il nostro piccolo osservatorio su questo mondo particolare – costituito dal sito, ma non solo – ci conferma che la riscoperta del selvatico vegetale si inserisce in quella tendenza di lungo periodo che consiste nel voler disporre di un numero sempre crescente di alimenti e sapori da combinare in cucina. Ad alimentare questa tendenza anche con il contributo dei vegetali spontanee sono i molti altri motivi che proviamo a esaminare nei nostri “report” biennali (la crisi economica di questi ultimi anni, il bisogno di molti di pensare e vivere glocal, l’attenzione particolare ai temi della natura, la ricerca del prodotto tipico o tradizionale, ecc.) e le sempre più frequenti e intense commistioni culturali.

Il nostro interesse specifico per i sapori “selvatici” può comunque sintetizzarsi con lo slogan di una nota pubblicità di non molti anni fa, ancora presente nella memoria collettiva di molti telespettatori: “two gusti meglio che one”, o qualcosa di assai simile. Almeno da una decina d’anni del resto le guide per gourmets e gourmands esplorando il territorio e i suoi prodotti spontanei hanno cominciato a non accorgersi più solo dei funghi. Ce n’è ormai per tutti i gusti con le piante spontanee – corsi, aziende produttrici, ricettari – e gli appuntamenti gastronomici loro dedicati non appaiono più come manifestazioni originali o strettamente stagionali. Partendo da questo ambito e usando l’onda lunga dell’approccio anni Settanta al “tradizionale”, ma anche altri temi e tendenze, si può arrivare oggi anche al marketing territoriale più “spregiudicato”.

In questo sito convivono comunque diverse forme e diversificati livelli di approccio al tema. Per scelta, perché si tratta di un ambito dell’agire umano vecchio quanto l’uomo e per ciò stesso non riducibile a visioni ristrette e parziali e continuamente osservabile nel suo divenire, anzi oggi più che mai, con gli strumenti degli antropologi. Anche per non cedere all’allarmismo di certe campagne contro le erbe, considerate pericolose tout court, o all’opposto, all’enfatica uguaglianza naturale=buono per definizione.

Il sito è a conduzione “familiare” – Pietro e Stefania – con il supporto tecnico di Andrea che ci ha alleviato finora di parte della fatica dell’aggiornamento quotidiano. Il nostro interesse per l’etnobotanica è rivolto soprattutto all’uso alimentare delle specie vegetali e agli aspetti culinari ma non trascorriamo del tempo libero solo a riempire queste pagine di schede di piante selvatiche e di possibili ricette per utilizzarle al meglio. Per quanto possiamo, e con un approccio che non è solo botanico, anzi lo è assai poco, cerchiamo comunque di svolgere un’opera divulgativa, che per essere seria non richiede però solamente una buona attenzione nell’operazione di copia-incolla, ma anche qualche apporto originale.

Il sito è anche uno strumento aperto a relazioni sempre più fitte con altre persone che a vario titolo si interessano al nostro tema e siamo sempre pronti a rendere le nostre pagine ricche di altri apporti e produttive di conoscenza per tutti. La nostra newsletter e le forme per contattarci, oltre all’ampia disponibilità al download gratuito, non sono per noi solamente una consuetudine della Rete ma vanno anche in questa direzione.

Abbiamo scelto di rendere disponibili liberamente a tutti alcuni nostri lavori e gli approfondimenti delle varie sezioni, anche dopo averci messo molto impegno e fatica, e anche con trattative editoriali in corso. Le proposte di certi editori sono lontane dalle nostre abitudini o dalle nostre aspirazioni, perché una pubblicazione tradizionale ci interessa solo in quanto può essere utile davvero e non per arricchire curriculum già impegnativi per altri versi. Non mancano certo le buone pubblicazioni sulle piante spontanee alimentari italiane e nuovi lavori vengono aggiunti di anno in anno, con contributi di conoscenza talvolta preziosi e ai quali noi stessi attingiamo. Non sentiamo il bisogno impellente di aggiungere qualcosa di nostro alle altre pubblicazioni, ancorché saremmo ovviamente sempre lieti di aderire a proposte di collaborazione serie.

Oltre a schede di piante e ricette potete trovare sul nostro sito molte altre pagine di varia utilità, buone per chi ama l’approfondimento. In questa home page, accanto a una facile struttura per viaggiare tra le varie sezioni del sito, potete trovare anche dei forms per rimanere aggiornati sul quotidiano e approfittare delle molte occasioni che si possono trovare tutto l’anno lungo la Penisola per un approccio approfondito al nostro tema. In particolare i tre forms dedicati a: 1) occasioni per imparare a conoscere e a usare le piante spontanee in cucina (corsi, uscite, workshop, lezioni, ecc.); 2) feste, sagre e altri appuntamenti di un ormai ampio turismo gastronomico di nicchia; 3) altri appuntamenti con le piante spontanee alimentari e l’etnobotanica (mostre, convegni, manifestazioni del “verde” di particolare interesse per il nostro ambito). Per il resto non aggiungiamo altro e vi invitiamo a navigare, certi che troverete molte pagine di vostro interesse.

Il sito – soprattutto i forms con gli appuntamenti e le pagine che segnalano le buone pratiche e le novità in libreria – si forma e si amplia anche grazie al contributo di molti che ci contattano per segnalarci iniziative e appuntamenti. Anche in altri ambiti non mancano i contributi esterni, e siamo grati fin d’ora a chi vorrà segnalarci ogni genere di informazione utile in merito ai temi di cui occupiamo. Anche se trascorressimo tutto il giorno navigando in Rete non potremmo da soli venire a conoscenza di tutto ciò che di interessante c’è in giro per l’Italia e quindi e quindi ogni contributo è importante.

Anche chi vuole darci la possibilità di ospitare un proprio lavoro mediante diritto di copia è più che benvenuto. Nel nostro campo non sono pochi i contributi alla conoscenza che non hanno trovato edizione e siamo ben lieti, praticando a nostra volta il download gratuito, che ogni tanto qualcuno aggiunga il proprio ai contributi che già si possono trovare nell’apposita sezione. Per ogni genere di contatto e segnalazione potete usare gli account di posta a disposizione.

Un cenno infine alle fonti. Nella sezione “Bibliografia”, così come in questa home page, si può prendere visione di un elenco di fonti consultate (letteratura e siti). L’elenco è ben più ristretto di quanto ci capita di leggere, ma è reso per comodità dei visitatori, per aiutarli a cercare nella letteratura o a navigare in rete – suggerendo anche testi che a noi sono sembrati di grande utilità o importanza per comprendere meglio la cultura alimentare e gli aspetti socio-storico-antropologici del cibo e del mangiare – oltre che a validare il nostro lavoro di studio che sta alla base del sito.

L’elenco delle fonti è utile non solo perché riporta appunto le fonti da cui sono state tratte significative informazioni ma anche perché è il riferimento riassuntivo delle note che qui e là sono riportate nelle pagine informative, comprese le molte scaricabili in formato pdf (ricette, prodotti tipici, schede delle piante, ecc.). L’indicazione della fonte è in questi testi uniformata con il numero indicato in parentesi, [x] per la letteratura cartacea e (x) per i siti, della raccolta contenuta nella “bibliografia consultata”. Precisiamo però che i rimandi bibliografici o sitografici nei testi non sono molti (molte fonti segnalate nell’elenco non hanno rimandi), essendoci limitati alle informazioni di particolare importanza, o uniche od originali o dovute per giusti motivi di copyright. La stragrande maggioranza delle informazioni si trovano in un ampio e crescente numero di siti Web e di testi scientifici e divulgativi, per i quali talvolta è anche molto difficile, e oltremodo pressoché inutile per gli scopi di questo sito, stabilire priorità, copyright e originalità, anche se si tratta di contributi molto importanti.