Proverbi e modi di dire

In italiano
In vernacolo

In aggiornamento

Da sempre le piante hanno una qualche attinenza con proverbi, detti popolari e modi di dire, motti, scherzi ed altre espressioni orali dei gruppi e delle comunità, a riprova dello stretto rapporto tra uomini e piante, spontanee o coltivate che siano. Spesso sono gli stessi nomi popolari dati alle piante a significare questo stretto rapporto.

Tipico delle società rurali, il linguaggio creato per via del rapporto fra uomini e piante non viene però a mancare neanche in quelle urbane, e non solo fino a quando verrà conservata una certa memoria dell’altra da cui proviene o proveniva, ma anche per via di originali aggiunte e forme nuove che il rapporto assume pure in un ambiente in cui, quando si parla di piante, si pensa per lo più ad aiuole, parchi e giardini o alla cucina vegetariana.

La memoria e le pratiche della società rurale, alle nostre latitudini culturali, è andata scemando nell’altro secolo, specie negli ultimi decenni, ma in quest’ambito non poco è rimasto di certa cultura immateriale, cui si aggiungono, come detto anche altrove, forme e novità che esprimono il mutare dei rapporti fra le umane cose. Ciò che in questa pagina proponiamo ai nostri visitatori ha (quasi) sempre lo sguardo rivolto al passato, e tuttavia si fa anche trasportare, in certi casi senza troppe mutazioni, anche nell’attualità.

La pagina ospita una raccolta, basata essenzialmente su contributi “locali” di proverbi, modi di dire, ecc., ovviamente in progress, ancorché ampiamente limitata di ciò che si potrebbe mettere insieme. Non potrebbe del resto essere altrimenti, ma ciò comporta tuttavia, e tanto più comporterà man mano che la raccolta si arricchirà, una serie di problemi, di alcuni dei quali va data fin da ora avvertenza a quanti troveranno o crederanno di trovare nella raccolta varie imprecisioni e veri e propri errori.

Quanto è possibile leggere in questa sezione, con qualche eccezione, non è il frutto di documentazione originale da noi raccolta. In questo ambito molto particolare, come del resto per altri di questo sito, svolgiamo una mera azione divulgativa di quanto di interessante e affidabile (sotto vari profili) possiamo aver trovato in un ampia letteratura, in rete o cartacea. Letteratura fortunatamente in continua espansione per via di una sempre maggiore attenzione alla cultura immateriale. Nonostante questa fortuna noi non siamo però in grado – com’è ovvio che sia, anche per il poco tempo di cui disponiamo – di verificare, seppure fosse possibile, la correttezza di quanto andiamo riproponendo, sotto il profilo della grafia usata, dei significati originali, delle reali corrispondenze al territori e di quant’altro umilmente vi porgiamo.

Faremo senz’altro la nostra parte per valutare con metodo la serietà e l’attendibilità delle fonti, avendo riguardo per quanto possibile alla loro autorevolezza, a quella delle singole informazioni, delle ricerche e dei ricercatori, ma andare oltre non ci è concesso. Anche perché è nella natura stessa dell’argomento di questa pagina – cultura immateriale, a prevalente trasmissione orale – vivere, sopravvivere, trasmettersi, contaminandosi continuamente e continuamente mutando forme e significati. E anche quando essa ha avuto la fortuna della forma scritta, quanto ha perso, e quanto non riusciremo a recuperare mai, del significato e della forma originaria? Anche nel caso della forma scritta va considerato che essa è stata adottata probabilmente forzando e adattando linguaggi e dialetti senza alfabeti ai segni che potevano sembrare più vicini. Difficilmente renderemo ai lettori il modo in cui un proverbio o un modo di dire andrebbe letto o detto. Anche quando si tratta di dialetti ben studiati dai linguisti.

Non mancherà mai la persona del borgo vicino che dirà “si dice così” e/o “si scrive in un altro modo” e che sottolineerà gli sforzi vanamente compiuti da quelli di un altro luogo più o meno lontano. In molti casi non esistono affatto regole di scrittura certe neppure per certe lingue di riferimento, se non riferite a una tradizione letteraria di rilievo (il milanese del Porta, il romanesco di Trilussa, ecc.). Ci si perdoni allora dei significati veri e originali che potranno essere stati da noi travisati e ci si voglia aiutare segnalandoci ciò che non va per correggerci.